Il bambino, il tatami, il dojo

Come si relaziona il bambino negli spazi tipici della pratica del judo?

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Il bambino costruisce il suo sviluppo intellettivo ed emozionale anche in ragione dell’allestimento degli spazi che lo contornano e di come egli si prefigura di riempirli.

Il concetto di spazio va esaminato sotto due profili:

1)       In senso propriocettivo, cioè nel modo in cui il bambino percepisce il proprio corpo nell'ambiente. La propriocezione richiede ed implementa i meccanismi di controllo del movimento rispetto alla posizione di altri compagni e alla presenza di eventuali ostacoli.

2)       Come territorio nell’ambito del quale dare sfogo alle emozioni. Questo territorio risiede nel tatami e nel dojo.

Il tatami è la materassina sulla quale il bambino pratica il judo.

La struttura gradevolmente ruvida, la sua temperatura, la semirigidità, le linee ed il colore lo rendono estremamente piacevole al tatto e alla vista. Non contiene divisioni tridimensionali a tema - a differenza delle stanze psicomotorie - ma si compone di segmenti che, seppur destinati a delimitare l’area di combattimento, diventano con un pizzico di fantasia la “ tana” dei giochi, il ritrovo per le interazioni a coppia e/o di gruppo, il territorio di questa o quella dinamica senso-motoria.  

Sul tatami il bambino si muove, corre, salta e gioca a piedi nudi. Questa condizione favorisce gli stimoli percettivi e neuronali, creando una connessione primitiva e profonda con la terra, che infonde grande senso di sicurezza, libertà ed agio mentale.

Il tatami è anche, simbolicamente, un microterritorio ove si sviluppano tutte le dinamiche che il bambino ritrova e vive quotidianamente nel mondo esterno, sia in rapporto all’ambiente che in rapporto agli altri compagni: il confronto col pari, con l’adulto, il litigio, il senso di colpa, l’affetto, la gelosia, la sfida, la pace, il pianto, il sorriso.

Nella progressione didattica, il gioco sul tatami transita dalle dinamiche individuali (3 anni) realizzate in un contesto di gruppo, verso le dinamiche di coppia (dai 4 anni). Fonda sull’utilizzo prevalente di kimono, maniche, baveri, cintura, in tutte le connotazioni più fantasiose. L’introduzione degli ulteriori strumenti (tappetoni, cerchi, tappetini, palloni, palline, tunnel, bastoni) è prevista all’occorrenza.

Il tatami è situato nel dojo, cioè nell’ambiente che, per gli adulti, è deputato al perseguimento del percorso di maturazione del judoka.

Sebbene il principio filosofico non sia ancora proponibile al bambino, quest’ultimo sa che il dojo rappresenta una dimensione magica in cui regna l’educazione ed il rispetto.

Il bambino vi resta incantato dalla sua forza attrattiva, dalla sua sobrietà, dal fatto che egli può essere se stesso e far valere la propria individualità in un contesto in cui tutti sono uguali, senza distinzione di classi economiche, religiose e razziali.

Fabio Della Moglie 

 

 

 

scritto il 16 mag 2016
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